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controllo 24 ore su 24. tecnologie sconosciute. microchip sottocutanei. cavie umane per esperimenti medici militari. spionaggio satellitare. sintomi indotti. craving artificiale. militari appostati. pedinamenti di gruppo. intrusioni e sabotaggi. ritorsioni su familiari. poliziotti complici. condizionamento mentale. ... scrivimi a angymary64@gmail.com

venerdì 11 marzo 2011

Quante probabilita’ ci sono che un pneumatico fori di lato e non sul battistrada?
Quante che forino due pneumatici di lato nello stesso giorno? Direi piu’ o meno una su un milione... a dir tanto.
Secondo il gommista che mi ha sostituito le gomme a terra si tratta di fori di punteruolo.Per lui e’ opera di qualche balordo perche’ magari avevo parcheggiato in un posto dove dava fastidio. Io pero’ so benissimo che a bucarmi i pneumatici sono stati “loro”, per impedirmi di arrivare in tempo ad un appuntamento che avevo la mattina del 3 marzo.
Gia’ perche’ quella mattina sarei dovuta partire con un gruppo di amici per alcuni giorni nei boschi, a piedi, con zaino e sacco a pelo, lasciando le auto parcheggiate e lasciando a casa cellulari, orologi, macchine fotografiche. A tu per tu con la natura e senza tecnologia insomma, anche se non era una prova di sopravvivenza dato che avremmo avuto un rifugio dotato di camino e avevamo comprato viveri per tre giorni.
Il fatto e’ che i boschi in questione non sono facilmente accessibili dato che sono di proprieta’ privata della federazione di Damanhur e sono considerati sacri in quanto sorgono nelle montagne sopra ed attorno il tempio dei popoli, che e’ una enorme struttura ipogea, cioe’ scavata dentro la montagna. Attorno a questi boschi ci sono vari insediamenti damanhuriani e le auto e persone che circolano sono esclusivamente dei residenti.
E’ ovvio che i miei “controllori a distanza” abbiano pensato di intervenire preventivamente, perche’ in quei boschi non sarebbero stati in grado di seguire i miei spostamenti come fanno di solito e cioe’ tramite i dispositivi di tracking che mi hanno messo in auto, pc, cellulare, e in vari oggetti personali.
Avevo anche un paio di scarponi da trekking appena comprati per cui non avevano potuto inserirci niente all’interno, e mi ero portata dietro maglioni e tute da battaglia, non i soliti pantaloni e giacchette che ogni tanto emettono microvibrazioni a causa delle patacche a radiofrequenza appiccicate dagli spioni.
Dunque la mattina dell’appuntamento col gruppo sono partita con Natalibera, la mia gloriosa Freelander, ma dopo poche centinaia di metri mi sono dovuta fermare sul ciglio della strada, con la gomma posteriore destra che era completamente a terra.
Fortunatamente ho chiamato e gli altri mi sono venuti a prendere, poi dopo qualche tentativo di cambiare la gomma abbiamo deciso di lasciare la macchina li perche’ ci sarebbe voluto troppo tempo. Saggia decisione, anche perche’ le gomme forate erano due, anche se ancora non lo sapevo. La gomma anteriore sinistra sembrava un po’ sgonfia, ma non era ancora a terra.
Arrivati alla Dh Crea, luogo di ritrovo con le nostre guide damanhuriane, ho subito notato un brutto ceffo che stonava con l’ambiente: stava fumando una sigaretta (a damanhur e’ vietato fumare anche all’esterno), era nel parcheggio che rimane sotto e a lato dell’edificio, dove ci eravamo dati appuntamente perche’ e’ un po’ in disparte e difficile da vedere, aveva un atteggiamento losco e cupo, in contrasto con i visi aperti e sorridenti che si e’ soliti vedere a Damanhur.
Il tipaccio mi ha lanciato una breve occhiata che ho ricambiato, praticamente ci siamo “riconosciuti”. Lui avra’ visto tante mie foto e filmati presi di nascosto, mentre io ormai i complici delinquenti degli spioni, mercenari da quattro soldi, li riconosco a pelle.
Sara’ stato lui a forarmi le gomme? Quando lo avra’ fatto? Probabilmente durante la notte.
Fino alla sera prima la mia partecipazione all’esperienza nel bosco sacro era in forse, causa influenza e febbre che avevo avuto i giorni precedenti, ma quella sera mi sentivo meglio e avevo deciso di andare, comunicandolo anche via sms ad altri che avrei dovuto portare in auto con me. A quel punto “loro” hanno deciso di entrare in azione e hanno inviato il brutto ceffo a fare il suo sporco lavoro.
Dunque ho lasciato l’auto sul ciglio della strada e sono andata nei boschi con gli altri, piu’ tardi ho lasciato anche le chiavi a una persona che avrebbe trovato qualcuno per sostituire il pneumatico e portare l’auto a casa, quindi il danneggiamento-ritorsione si e’ rivelato un danno invece di un vantaggio per gli spioni: ora ero senza il gps della macchina e senza le chiavi con il loro “tracking device” dentro il telecomando.
La mia esperienza di contatto col bosco sacro e’ durata solo tre giorni mentre il resto del gruppo ne ha fatti cinque.
Al terzo giorno ho chiesto di tornare alla civilta’ perche’ ero oppressa da sintomi similinfluenzali che si erano fatti via via piu’ pesanti e soprattutto da un mal di testa veramente opprimente, che mi impediva sia di fare attivita’ fisica che di riposare .
Ho forti sospetti che alcuni dei sintomi siano stati provocati dall’attivazione di qualche microchip che ho sottopelle da qualche parte, anche se questa volta non ho avuto giramenti di testa, disturbi agli occhi, fantasie mentali selvaggie ecc, quindi non valgono le considerazioni che avevo fatto in seguito al ritiro di vipassana. (avevo partecipato a un ritiro di dieci giorni a Marradi, una localita’ dove non prendevano i cellulari, sperimentando tutta una sintomatologia da sovraccarico elettrico del sistema nervoso... vedi post).
In questo bosco i cellulari prendevano benissimo, la wind aveva quattro tacche, quindi la situazione era diversa...e con teleobiettivi potenti dai colli vicini o da satellite gli spioni hanno sicuramente trovato il modo di seguire ogni spostamento mio e del gruppo.
I sintomi che ho avvertito sono stati una certa iperattivita’ nervosa con riscaldamento della nuca che mi portava sudore sul cuoio capelluto, infatti gia’ dal secondo giorno avevo i capelli unti tutti appicciati alla testa ed ero costretta a portare sempre berretto o paraorecchie anche dentro il rifugio, dato che faceva freddo e il sudore poi si congelava in testa. Questa probabile sollecitazione di un microchip vicino al cervello ha avuto i suoi lati positivi: nonostante un forte raffreddore sono stata in grado di svolgere attivita’ all’aperto in mezzo alla neve, e ho partecipato a lavori duri e pesanti come il trasporto della legna da un posto distante circa un kilometro fino al nostro rifugio. Mentre gli altri spingevano con enorme fatica una carriola carica di ciocchi, lungo un sentiero tutto in salita nel pantano di neve e foglie, io mi ero caricata i ciocchi nel mio enorme zaino invicta e arrancavo... con un filo di gas! Purtroppo ci sono stati anche i lati negativi e cioe’ l’insonnia, che e’ stata una concausa del mal di testa che ho avuto in seguito e che mi e’ durata per altre due notti dopo il ritorno a casa.
La prima notte accorgendomi di essere sveglia come un grillo ho fatto il primo turno di veglia vicino al fuoco, che non doveva mai spegnersi, restando diverse ore vicino al camino a fissare la magia del calore e colore delle fiamme, poi a notte inoltrata quando la seconda persona mi ha dato il cambio, mi sono andata a stendere nel sacco a pelo ma non sono riuscita a chiudere occhio. All’inizio avevo un gran freddo, ero scomoda, non riuscivo a rilassarmi, poi dopo essermi intabarrata con maglioni fuseaux e calzettoni di lana non avevo piu’ freddo ma dovevo fare uno sforzo per riuscire a tenere chiusi gli occhi.. e finalmente pian piano e’ arrivata la mattina.
La seconda notte ho di nuovo fatto il turno di guardia vicino al fuoco e ho passato quasi tutta la notte davanti al camino, lasciando agli altri due ben poche ore da passare svegli. Il rapporto che ho avuto col fuoco e’ stato davvero bello, magico, mi ha fatto sentire quanto sia vivo questo elemento e quante possibilita’ ci offra di contatto con altre dimensioni nel tempo e nello spazio. Fuoco sacro di contatto col nostro fuoco interiore.
Il giorno dopo ho cominciato ad avvertire qualche cedimento dovuto alla stanchezza, mi sentivo le gambe pesanti e facevo fatica a camminare, poi ha cominciato a farmi male la testa e ogni movimento mi dava pulsazioni dolorose specialmente frontali. In questo stato non ho avuto la forza e la voglia di partecipare alle attivita’ e a giochi del gruppo e quando loro sono scesi alla dhcrea per un incontro io sono rimasta al rifugio, anche perche’ avevo un po’ di febbre.
La terza notte non ho fatto turni davanti al fuoco ma ho comunque dormito pochissimo e male. Avevo difficolta’ a respirare e mi mancava il fiato, percio’ varie volte mi sono dovuta mettere seduta.Credevo mi stesse venendo una broncopolmonite tanto mi sentivo in affanno. Durante questi momenti di difficolta’ respiratorie ho avuto la sensazione di rivivere scene da una vita precedente, mi vedevo in un letto dell’ottocento con una camicia da notte di pizzo e stavo morendo di qualche malattia ormai scomparsa come tisi o tubercolosi.
In brevi momenti di sonno ho fatto altrettanto brevi sogni con colori molto vividi, ad esempio un mare verde che vedevo da varie prospettive, dall’alto di una nave, da vicino da sopra un molo dove mi appariva profondo solo pochi centimentri e vedevo il fondo...
Dopo aver fatto colazione verificando di avere ancora un po’ di mal di testa ho chiesto alla guida di lasciare il bosco sacro e tornare a casa, ho salutato il gruppo e via. Arrivata a casa cioe’ al nucleo damanhuriano che mi ospitava, ho trovato una piacevole sorpresa, la mia Natalibera era parcheggiata insieme alle altre del nucleo e le era stata montata la ruota di scorta. Era domenica e per quel giorno mi sono dedicata alla tanto agognata toilette, (nei boschi avevamo un rudimentale cesso secco all’aperto) con megadoccia e lavaggio vestiti che puzzavano di fumo e di sudore.
Lunedi subito fermata al primo distributore per gonfiare la gomma anteriore sinistra che era veramente giu’, poi via alla ricerca di un gommista che avesse i pneumatici giusti e non mi facesse spendere cifre folli. Dopo qualche giro ho optato per Angelo Gomme e devo dire che l’intuito non mi ha tradito, c’erano questi due fratelli tracagnotti che hanno lavorato benissimo e hanno controllato i pneumatici anche immergendoli nell’acqua, verificando che erano stati forati di fianco e non sul battistrada e che non c’erano chiodi o altro. Loro conclusione: fori da punteruolo fatti apposta da qualcuno.
Ho cambiato due gomme e rimesso quella di scorta al suo posto, quella a terra era distrutta e da buttare mentre quella sgonfia e’ stata riparata mettendo del mastice nel foro.
Circa la mia storia di persona spiata e le ricerche che mi hanno condotto a Damanhur ho provato ad accennare alcune cose con un paio di persone ma purtroppo ho notato la solita reazione di incredulita’ e scetticismo, per cui ho lasciato perdere, peccato.
Pensavo che passare un periodo qui mi avrebbe permesso di far luce sui miei ricordi rimossi, di avere indicazioni, visioni, tracce... ma questo non e’ successo, almeno per ora. Tanti hanno fatto corsi di ipnosi e si definiscono ipnoterapeuti, ma su 4 persone contattate non ne ho trovata nemmeno una disposta ad aiutarmi tramite l’ipnosi ed altre tecniche dolci, a ricordare eventuali abductions o esperienze subite contro la mia volonta’ in stato di sonno o di trance.
Dato che sono passati tre mesi ormai posso dire che l’esperienza e’ conclusa e trarre le dovute conclusioni, che possono essere: i segni indicano che non e’ il caso di insistere, meglio lasciar perdere e non ricordare niente – questo non e’ il luogo o il momento adatto, tentare in altra maniera.
La cosa buffa e’ che i damanhuriani dimostrano una certa chiusura mentale di fronte a temi come questo, ma propongono un sistema filosofico ultrafantascientifico: credono che il loro maestro provenga da 600 anni nel futuro e si sia incarnato qui per salvare la razza umana dalla distruzione, per questo ha attivato una diversa linea temporale in cui gli eventi sono diversi, ha aperto le linee sincroniche che sono fiumi di energia che attraversano il pianeta e trasportano idee sogni e anime, fa viaggi nel tempo e ha accesso a conoscenze antichissime... su suo insegnamento i damanhuriani effettuano operazioni di magia teurgica evocando una triade di dei loro alleati, usano tappeti e bastoni magici per rituali neopagani, richiamano anime a reincarnarsi nei loro figli, preparano liquidi alchemici per la grande opera, fanno da decenni esperienze di viaggi astrali, vite precedenti, corsi per ospitare coscienze aliene dentro di se’...e moltissime altre cose che io non sono in grado di sapere non facendo parte degli iniziati della loro scuola di meditazione.
insomma e' il posto e il tipo di persone che fanno al caso mio, visto che io mi sento troppo avanti per il mio tempo e ho frequenze differenti dal 99% dei miei simili, quegli esseri umani da cui mi sento sempre piu' alienata.
Pero’... se dico a qualcuno di loro, “io da dieci anni sono sotto controllo da un’organizzazione medico- militare che mi segue ovunque ed effettua analisi su di me contro la mia volonta’ “ la reazione e’ che io dica cose strane, assurde e inventate. Forse non immaginavano che ci fosse qualcuno piu’ pazzo di loro...

2 commenti:

  1. sanno di cosa parli.
    e dico questo per esperienza personale, solo che le persone con cui hai parlato non sanno o non possono dire. all'interno di DH la conoscenza è settorizzata e non tutti sanno tutto.

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  2. Ciao Signore o signora,Comunicazione è molto importante.

    Io sono il Signor Alamo Septiem Manuel di spagna, il padre di famiglia, io sono è la ricerca di prestito di denaro per il passato parecchi mesi sono stato 6 volte vitimes truffa, con la necessità di istituti di credito che mi hanno detto che runé , ho fatto un tentativo di suicidio a causa di loro . Perché ho avuto debiti e bollette da pagare . Ho pensato che era finita per me non ho più il senso del vivere.

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