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controllo 24 ore su 24. tecnologie sconosciute. microchip sottocutanei. cavie umane per esperimenti medici militari. spionaggio satellitare. sintomi indotti. craving artificiale. militari appostati. pedinamenti di gruppo. intrusioni e sabotaggi. ritorsioni su familiari. poliziotti complici. condizionamento mentale. ... scrivimi a angymary64@gmail.com

lunedì 13 settembre 2010

impossibile contatto ma il viaggio continua

Avevo sperato in un quasi impossibile contatto da parte “loro”.
Anche per questo per molto tempo non ho piu’ scritto nulla su queste pagine, ero in attesa del contatto ravvicinato del quarto tipo. Che non e’ avvenuto.
E’ anche vero che le cose da scrivere si erano un po’ esaurite, dopo aver testimoniato piu’ o meno la mia storia di target andavo sul ripetitivo... e io sono sempre in cerca di cose nuove per avere l’impressione di evolvere, mentre mi sento morta dentro.
Speravo ingenuamente si facessero avanti, non so in che modo o tramite chi o che cosa, non so quando, ma avevo lanciato un sasso ed aspettavo di sentirne il tonfo o il ritorno, invece l’ho lanciato nel vuoto, ha risposto il nulla, ed e’ la risposta peggiore. Quella di non avere nessuna risposta.
E cosi’ e’ passato il tempo, e nonostante io contassi sul fattore psicologico, cioe’ sui tanti anni di onorato servizio come cavia da laboratorio nessuno e’ venuto a spiegarmi di che esperimento si tratta, chi mi controlla e perche’.
Che delusione. Torno a scrivere qui per tentare nuove strade e nuove ipotesi, avendo un po’ percorso e e un po’ scordato le vecchie.
Qualche volta mi era capitato di scrivere al pc alcune considerazioni sulla mia vita spiata, ma poi non le avevo pubblicate. Lettera morta comunque, modestamente sono confidenze che leggiamo solo io e i miei profilerss...(la doppia esse e’ voluta). Ecco cosa scrivevo il 4 marzo 2010 in aeroporto a barcellona, incazzata per aver perso l’aereo:
“Sono ancora viva.
Non ho scritto piu’ niente per un sacco di tempo, ma la mia vita spiata continua come prima.
Sono pronta a morire ogni giorno.... ma ho voglia di vivere ogni momento.
Il giudizio del mondo non mi fa piu’ ne’ caldo ne’ freddo... eppure del mondo sono ancora prigioniera, anche se sto compiendo un passo dopo l’altro verso la liberazione.
Uno di questi passi e’ stato il ricovero ospedaliero per liberarmi da una dipendenza farmacologica che durava da vari anni.
E’ stata molto dura. Al di la’ di ogni mia peggiore aspettativa.
Il ricovero in se’ e’ durato solo 10 giorni, ma ha avuto degli straschichi molto pesanti a livello fisico e psichico che durano tuttora.
Per due mesi, tutto dicembre e gennaio 2010, sono stata una specie di vegetale malaticcio ancorato o al letto o al divano.
Sintomi astinenziali persistenti, estrema fatica, depressione, insonnia, ecco il contenuto di ogni mio giorno da tre mesi a questa parte.

Sono stata un ingenua sprovveduta. Purtoppo mi sono fidata dei consigli superficiali di un medico del sert e di un colloquio iper rassicurante del primario del reparto di “medicina delle dipendenze”.
Eppure lo sapevo: mai fidarsi dei medici, specie di coloro che con le disintossicazioni ci guadagnano.
Sempre informarsi in modo indipendente, su internet e su siti internazionali.
Ma come capita spesso, cio’ che si consiglia agli altri poi non si segue in prima persona.

Solo dopo essere tornata a casa, con sulle spalle alcune settimane di sofferenza fisica e psicologica, ho cominciato a fare ricerche su internet, specie su forum in inglese, e ho scoperto che avrei dovuto comportarmi in modo del tutto diverso.
Per eliminare in maniera indolore dalla mia vita questa sostanza intossicante avrei dovuto usare determinati accorgimenti... io l’ho saputo troppo tardi e ho pagato cara la mia superficialita’, ma per fare in modo che questo travaglio non fosse inutile, ho tradotto e adattato alla situazione italiana due piccole guide, una sulla disintossicazione da oppiacei e una sulla disintossicazione da subutex, che era poi il mio caso specifico.

A parte il sudore e sangue con cui ho pagato la mia avventata disintosscazione senza metodo... sono contenta.
Sono soddisfatta di me, anche se fisicamente sono abbastanza uno straccio.
E’ anche per questo che non ho scritto piu’ niente, nonostante ci siano stati episodi significativi sia in ospedale che fuori, di cui sarebbe valsa la pena parlare. Ma e’ meglio che certe scoperte me le tenga per me, o darei ulteriori vantaggi al nemico.
Dico solo che si sono fatti vivi pesantemente, e ho varie conferme che uno di “loro” e’ sempre a distanza d’uomo da me, dovunque io sia e a qualsiasi ora.
Puo’ essere un passante, uno seduto in macchina, una ragazza che guarda le vetrine, un operaio della manutenzione della usl.
Di solito io non lo vedo per niente, o lo incrocio solo di sfuggita, perche’ ha l’ordine di starmi vicino ma stando fuori dal mio campo visivo.

“loro”sono stati pronti ad introdursi nella mia stanza d’ospedale dopo pochi minuti dal mio allontanarmi dal reparto in modo non programmato.
Avevo lasciato tutte le mie cose in stanza ed ero senza nient’altro addosso che il pigiama, e sono uscita senza preavviso, come potrebbero seguire i miei movimenti se non tramite un microchip impiantato da qualche parte, o un tracciamento audiovideo via satellite... o un rilevamento dei segni vitali dietro ai muri...come per trovare sopravvissuti sotto le macerie dei terremoti.
Eppure hanno anche bisogno del supporto di persone presenti in situ che avvisano quando mi incrociano.

Sono stati pronti ad entrare nel mio appartamento dopo pochi minuti la mia uscita da casa, anche in questo caso senza preavviso e con la borsa lasciata a casa della mia vicina. Qualsiasi cosa sia a segnalare la mia presenza dovrei poterla rimuovere facilmente, altrimenti non mi starebbero intorno.

In questi ultimi mesi mi sono mossa poco e molto lentamente, per cui le occasioni in cui lo spionaggio e’ stato evidente sono state relativamente poche, ma non lo considero affatto un periodo di letargo.
E’ una specie di malattia ma anche una lunga convalescenza, il mio corpo e’ sfinito, ma potrebbe morire il bruco per lasciar posto alla farfalla.
A gennaio avevo comunque deciso di fare un viaggetto verso un clima piu’ piacevole, a Malta, ma e’ saltato, ed e’ stato meglio cosi’, perche’ mi ha dato l’opportunita’ di trovare info sull’Iboga su internet e partecipare poi ad una cerimonia di iniziazione con questa radice sacra in Spagna.
e’ stata un’esperienza interessante, forte, scomoda. Parzialmente ancora da comprendere.
Non e’ successo ne’ il miracolo, e cioe’ che l’incubo dello spionaggio sia finito e io viva una vita libera, ne’ io ho trovato il bandolo della matassa, il motivo di tutto cio’.
“loro” non hanno ancora deciso di farla finita con me, e io ho temporaneamente deciso di fare finta che non esistano.
Porto avanti le mia piccola vita quotidiana fregandomene altamente di chi mi segue per strada, di chi ascolta le mie poche telefonate, di chi legge le mie poche email e anche di chi si introduce in casa mia e tarocca i miei effetti personali.
In effetti il “chissenefrega” e’ il modo in cui sono riuscita a sopravvivere allo stalking organizzato e a tutti i tentativi di farmi arrivare alla follia.
Sono sopravvissuta alle prove a cui mi hanno sottoposto. Temporaneamente.
Ho ancora una vita da spendere, ma il videogame mon mi fa passare al livello successivo.
Temporaneamente mi chiedo ancora il perche’ sto sopravvivendo. sospetto che lo scopriro’ un attimo troppo tardi, trapassando.
Ho visto la pazzia in faccia, ho vissuto l’inferno e il terrore, ho attraversato la morte della vita precedente, ho perso i miei ruoli sociali, familari, la reputazione, le amicizie, le identita’... e sono ancora qui. Ma potrei non esserlo domani. “


Dunque vedo di fare un riassunto del periodo trascorso, incompleto dato che ho la memoria sempre piu’ deficitaria, e che mi riprometto spesso di tenere un diario ma poi non lo inizio mai.

Dalla fine del 2009 sono successe un po’ di cose nella mia vita, il motivo di fondo e’ rimasto lo stesso ma alcuni dettagli sono cambiati, alcuni piccoli obiettivi li ho raggiunti e ne sono felice, altri si sono modificati o li ho abbandonati, ma la mia vita di persona spiata,di cavia umana per esperimenti segreti, continua come al solito.
I mesi invernali tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 sono stati caratterizzati dal malessere persistente dovuto alla disintossicazione dal subutex, che mi ha praticamente bloccato in casa per molto piu’ tempo del previsto. Mi sentivo apatica, spossata, facevo la spola dal letto al divano e non uscivo quasi mai.
La svolta e’ stata una cerimonia con una pianta sacra, l’iboga, a cui ho deciso di partecipare a febbraio 2010. L’obiettivo era superare la dipendenza da quel farmaco, che per quanto ne prendessi quantita’ irrisorie, mi teneva comunque legata anche psicologicamente. (Traguardo raggiunto per alcuni mesi, ma da luglio sto sperimentando ricorrenti ricadute nell’uso di modiche quantita’ di sostanze a base oppiacea, anche perche’ mi sento sempre stanca, rigida, oltre che depressa.)

A dicembre 2009 ero stata ricoverata 10 giorni a Verona per quella che doveva essere una disintossicazione rapida, rivelatasi una presa in giro dato che per ristabilirmi ci ho messo mesi.
Poi ero stata in spagna una settimana a natale a trovare mio figlio poi tutto gennaio di nuovo chiusa in casa, migliorando lentamente.
Navigando in internet avevo trovato varie storie di persone che descrivevano le proprieta’ dell’iboga, che oltre ad essere un aiuto per chi vuole disintossicarsi senza dolore e’ soprattutto una radice con proprieta’ psicoattive, che permette viaggi interiori contattando con parti di se’ profonde, entita’ ancestrali, esperienze di morte e rinascita. Avevo contattato via mail un amico italiano di due sciamani inglesi, che mi dissero di apprestarsi ad una cerimonia spirituale in andalusia proprio a febbraio, in un week end di luna piena.
Beh, detto fatto... nel giro di pochi giorni mi sono unita al gruppo andaluso, last minute come sempre.
Non mi soffermo su cio’ che ho vissuto interiormente e su come si e’ svolto il week end, non ho avuto visioni ne’ mi sono arrivati messaggi da spiriti guida o dal mio se’ superiore, ma questo un po’ era in preventivo, dato che so che gli spioni usano tecnologie in grado di modificare le mie onde celebrali, anche se spero solo fino ad un certo punto.
Non so esattamente come possano farlo, ma ho sperimentato personalmente che riescono a azzerare gli effetti fisici e neurologici di alcune droghe, soprattutto la cocaina.
Ho partecipato ugualmente... correndo il rischio che con me l’iboga non funzionasse o mi facesse stare male o mi provocasse effetti collaterali imprevedibili, ma correndo anche il rischio che mi mettessero i bastoni fra le ruote durante il viaggio e non mi facessero arrivare sul posto... o che mi boicottassero in altri modi a sorpresa, ma tant’e’... come diceva la grande raffaella carra’ “meglio un capitombolo che non provarci mai”! (“chissa’ se va” si chiamava ed era la sigla di canzonissima).

Comunque da quel momento gli eventi si sono sbloccati, ho cominciato a stare benino e nel giro di pochi giorni ho anche trovato l’appartamento da comprare per mio figlio, che cercavo in maniera inconcludente da un anno.
Non so se sia stata una scelta azzeccata o no, a me quella citta’ non piace per niente e un po’ tutta la spagna mi ha stufato, ma il prezzo del piso era abbordabile ed essendo situato in centro ho pensato che lo potrebbe facilmente rivendere in un ipotetico futuro... certo c’erano lavori da fare, terzo piano senza ascensore eccetera... ma insomna ormai e’ andata.
Avendo risolto all’improvviso quella spinosa questione, che si trascinava insieme a me, rendendomi prevedibile e facendomi ripetere sempre gli stessi comportamenti e pensieri, in maniera inaspettata quasi con un colpo di testa, ho pensato bene di farne un altro, gia’che c’ero!
Tornata in italia, dopo appena una settimana mi sono aggregata ad un gruppo in partenza per il khumba mela, ho fatto il visto per l’India e sono partita!
Il Viaggio con la v maiuscola, il viaggio mistico di ricerca per eccellenza, madre India... dall’eta’ di 15 anni pensavo che sarei andata in India e non l’avevo mai fatto, forse per paura forse per snobismo... era diventato quasi un mito, il grande viaggio... ma non sto qui a fare il resoconto delle mie esperienze indiane, sarebbe troppo lunga la storia!
Per due settimane ho condiviso il viaggio con queste persone, poi loro sono rientrati ed io sono rimasta ancora due mesi per conto mio a vagabondare tra Delhi, Goa, Kolkata, Dharamsala... Sono tornata in italia il primo giugno del 2010, alla scadenza del visto trimestrale.
Quindi ho passato l’estate a casa in totale pigrizia e relax, godendomi le ritrovate comodita’ occidentali, la tv, il water, le strade pulite, la poca gente in giro rispetto alle masse di varia umanita’ orientale, senza aver trovato risposte alle mie domande o indicazioni sui prossimi passi da percorrere in questo mio cammino.
Ultimamente la ricerca prosegue in modo molto stentato e frammentario con alcuni timidi sprint che pero’ esauriscono in breve tempo la loro spinta energetica, se mi sto evolvendo o sto regredendo sinceramente non lo so. Sono preda di battaglie interne fra opposte tendenze e necessita’.

Mi rendo conto che questo mio percorso apparentemente contradditorio, senza direzione, in realta’ ne ha una anche se per la maggior parte inconscia, direzione che io stessa non riesco ad interpretare nei suoi messaggi e segnali in codice, direi che ci sono parti di me che provano a comunicare all’esterno ma parlano linguaggi diversi.
Sicuramente il percorso e’ anche condizionato da forze esterne, dagli spioni che con le loro incursioni mi provocano reazioni di diverso tipo, da eventi che mi sono attirata per poter andare oltre Matrix, oltre la realta’ finta degli umani inconsapevoli o senz’anima sottomessi da entita’ invisibili.
Sono stanca della mia vita di cavia umana e sono pronta per sapere la verita’, qualsiasi essa sia.
Una delle ipotesi che ogni tanto si fa strada nella mia mente e’ quella del suicidio consapevole, cioe’ di porre fine alla mia vita per non continuare a servire fini malvagi, businness che vanno a scapito di popoli e animali, corporations che finanziano guerre ed epidemie per arricchirsi, creatori di male che genera altro male che innesca altro male in un labirinto senza fine.
Non voglio essere parte di questo, e se non avro’ altre alternative da percorrere questa ipotesi mi sembra da tenere in considerazione. In casi eccezionali il suicidio e’ permesso anche nelle scuole esoteriche di matrice cristiana, e l’anima non va incontro alle conseguenze karmiche che si dovrebbe aspettare in circostanze piu’ comuni.
Prima cerchero’ di raggiungere qualche brandello di verita’ con mezzi meno drastici... mi sto avvicinando all’ipnosi con un terapeuta di provata esperienza e bravura, sto affrontando le mie ferite fisiche ed emotive con sessioni di pranoterapia, ho fatto qualche tentativo di viaggio astrale, ancora non riuscito, un corso di introduzione al buddismo tibetano, di cui ho letto alcuni testi molto interessanti su morte e reincarnazione.... insomma cerco la verita’ dentro, potrei cercare le prove anche all’esterno, i gps nascosti in auto, le microspie nascoste in casa, i telefoni taroccati, ma cosa risolverebbe? Su questi oggetti non c’e’ il marchio di fabbrica del mandante... il mistero rimarrebbe... e mi attirerei le vendette della manovalanza criminale che si guadagna da vivere sabotando pedinando imbrogliando spiando intrallazzando...
ecc ecc ecc ecc

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