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controllo 24 ore su 24. tecnologie sconosciute. microchip sottocutanei. cavie umane per esperimenti medici militari. spionaggio satellitare. sintomi indotti. craving artificiale. militari appostati. pedinamenti di gruppo. intrusioni e sabotaggi. ritorsioni su familiari. poliziotti complici. condizionamento mentale. ... scrivimi a angymary64@gmail.com

lunedì 13 settembre 2010

impossibile contatto ma il viaggio continua

Avevo sperato in un quasi impossibile contatto da parte “loro”.
Anche per questo per molto tempo non ho piu’ scritto nulla su queste pagine, ero in attesa del contatto ravvicinato del quarto tipo. Che non e’ avvenuto.
E’ anche vero che le cose da scrivere si erano un po’ esaurite, dopo aver testimoniato piu’ o meno la mia storia di target andavo sul ripetitivo... e io sono sempre in cerca di cose nuove per avere l’impressione di evolvere, mentre mi sento morta dentro.
Speravo ingenuamente si facessero avanti, non so in che modo o tramite chi o che cosa, non so quando, ma avevo lanciato un sasso ed aspettavo di sentirne il tonfo o il ritorno, invece l’ho lanciato nel vuoto, ha risposto il nulla, ed e’ la risposta peggiore. Quella di non avere nessuna risposta.
E cosi’ e’ passato il tempo, e nonostante io contassi sul fattore psicologico, cioe’ sui tanti anni di onorato servizio come cavia da laboratorio nessuno e’ venuto a spiegarmi di che esperimento si tratta, chi mi controlla e perche’.
Che delusione. Torno a scrivere qui per tentare nuove strade e nuove ipotesi, avendo un po’ percorso e e un po’ scordato le vecchie.
Qualche volta mi era capitato di scrivere al pc alcune considerazioni sulla mia vita spiata, ma poi non le avevo pubblicate. Lettera morta comunque, modestamente sono confidenze che leggiamo solo io e i miei profilerss...(la doppia esse e’ voluta). Ecco cosa scrivevo il 4 marzo 2010 in aeroporto a barcellona, incazzata per aver perso l’aereo:
“Sono ancora viva.
Non ho scritto piu’ niente per un sacco di tempo, ma la mia vita spiata continua come prima.
Sono pronta a morire ogni giorno.... ma ho voglia di vivere ogni momento.
Il giudizio del mondo non mi fa piu’ ne’ caldo ne’ freddo... eppure del mondo sono ancora prigioniera, anche se sto compiendo un passo dopo l’altro verso la liberazione.
Uno di questi passi e’ stato il ricovero ospedaliero per liberarmi da una dipendenza farmacologica che durava da vari anni.
E’ stata molto dura. Al di la’ di ogni mia peggiore aspettativa.
Il ricovero in se’ e’ durato solo 10 giorni, ma ha avuto degli straschichi molto pesanti a livello fisico e psichico che durano tuttora.
Per due mesi, tutto dicembre e gennaio 2010, sono stata una specie di vegetale malaticcio ancorato o al letto o al divano.
Sintomi astinenziali persistenti, estrema fatica, depressione, insonnia, ecco il contenuto di ogni mio giorno da tre mesi a questa parte.

Sono stata un ingenua sprovveduta. Purtoppo mi sono fidata dei consigli superficiali di un medico del sert e di un colloquio iper rassicurante del primario del reparto di “medicina delle dipendenze”.
Eppure lo sapevo: mai fidarsi dei medici, specie di coloro che con le disintossicazioni ci guadagnano.
Sempre informarsi in modo indipendente, su internet e su siti internazionali.
Ma come capita spesso, cio’ che si consiglia agli altri poi non si segue in prima persona.

Solo dopo essere tornata a casa, con sulle spalle alcune settimane di sofferenza fisica e psicologica, ho cominciato a fare ricerche su internet, specie su forum in inglese, e ho scoperto che avrei dovuto comportarmi in modo del tutto diverso.
Per eliminare in maniera indolore dalla mia vita questa sostanza intossicante avrei dovuto usare determinati accorgimenti... io l’ho saputo troppo tardi e ho pagato cara la mia superficialita’, ma per fare in modo che questo travaglio non fosse inutile, ho tradotto e adattato alla situazione italiana due piccole guide, una sulla disintossicazione da oppiacei e una sulla disintossicazione da subutex, che era poi il mio caso specifico.

A parte il sudore e sangue con cui ho pagato la mia avventata disintosscazione senza metodo... sono contenta.
Sono soddisfatta di me, anche se fisicamente sono abbastanza uno straccio.
E’ anche per questo che non ho scritto piu’ niente, nonostante ci siano stati episodi significativi sia in ospedale che fuori, di cui sarebbe valsa la pena parlare. Ma e’ meglio che certe scoperte me le tenga per me, o darei ulteriori vantaggi al nemico.
Dico solo che si sono fatti vivi pesantemente, e ho varie conferme che uno di “loro” e’ sempre a distanza d’uomo da me, dovunque io sia e a qualsiasi ora.
Puo’ essere un passante, uno seduto in macchina, una ragazza che guarda le vetrine, un operaio della manutenzione della usl.
Di solito io non lo vedo per niente, o lo incrocio solo di sfuggita, perche’ ha l’ordine di starmi vicino ma stando fuori dal mio campo visivo.

“loro”sono stati pronti ad introdursi nella mia stanza d’ospedale dopo pochi minuti dal mio allontanarmi dal reparto in modo non programmato.
Avevo lasciato tutte le mie cose in stanza ed ero senza nient’altro addosso che il pigiama, e sono uscita senza preavviso, come potrebbero seguire i miei movimenti se non tramite un microchip impiantato da qualche parte, o un tracciamento audiovideo via satellite... o un rilevamento dei segni vitali dietro ai muri...come per trovare sopravvissuti sotto le macerie dei terremoti.
Eppure hanno anche bisogno del supporto di persone presenti in situ che avvisano quando mi incrociano.

Sono stati pronti ad entrare nel mio appartamento dopo pochi minuti la mia uscita da casa, anche in questo caso senza preavviso e con la borsa lasciata a casa della mia vicina. Qualsiasi cosa sia a segnalare la mia presenza dovrei poterla rimuovere facilmente, altrimenti non mi starebbero intorno.

In questi ultimi mesi mi sono mossa poco e molto lentamente, per cui le occasioni in cui lo spionaggio e’ stato evidente sono state relativamente poche, ma non lo considero affatto un periodo di letargo.
E’ una specie di malattia ma anche una lunga convalescenza, il mio corpo e’ sfinito, ma potrebbe morire il bruco per lasciar posto alla farfalla.
A gennaio avevo comunque deciso di fare un viaggetto verso un clima piu’ piacevole, a Malta, ma e’ saltato, ed e’ stato meglio cosi’, perche’ mi ha dato l’opportunita’ di trovare info sull’Iboga su internet e partecipare poi ad una cerimonia di iniziazione con questa radice sacra in Spagna.
e’ stata un’esperienza interessante, forte, scomoda. Parzialmente ancora da comprendere.
Non e’ successo ne’ il miracolo, e cioe’ che l’incubo dello spionaggio sia finito e io viva una vita libera, ne’ io ho trovato il bandolo della matassa, il motivo di tutto cio’.
“loro” non hanno ancora deciso di farla finita con me, e io ho temporaneamente deciso di fare finta che non esistano.
Porto avanti le mia piccola vita quotidiana fregandomene altamente di chi mi segue per strada, di chi ascolta le mie poche telefonate, di chi legge le mie poche email e anche di chi si introduce in casa mia e tarocca i miei effetti personali.
In effetti il “chissenefrega” e’ il modo in cui sono riuscita a sopravvivere allo stalking organizzato e a tutti i tentativi di farmi arrivare alla follia.
Sono sopravvissuta alle prove a cui mi hanno sottoposto. Temporaneamente.
Ho ancora una vita da spendere, ma il videogame mon mi fa passare al livello successivo.
Temporaneamente mi chiedo ancora il perche’ sto sopravvivendo. sospetto che lo scopriro’ un attimo troppo tardi, trapassando.
Ho visto la pazzia in faccia, ho vissuto l’inferno e il terrore, ho attraversato la morte della vita precedente, ho perso i miei ruoli sociali, familari, la reputazione, le amicizie, le identita’... e sono ancora qui. Ma potrei non esserlo domani. “


Dunque vedo di fare un riassunto del periodo trascorso, incompleto dato che ho la memoria sempre piu’ deficitaria, e che mi riprometto spesso di tenere un diario ma poi non lo inizio mai.

Dalla fine del 2009 sono successe un po’ di cose nella mia vita, il motivo di fondo e’ rimasto lo stesso ma alcuni dettagli sono cambiati, alcuni piccoli obiettivi li ho raggiunti e ne sono felice, altri si sono modificati o li ho abbandonati, ma la mia vita di persona spiata,di cavia umana per esperimenti segreti, continua come al solito.
I mesi invernali tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 sono stati caratterizzati dal malessere persistente dovuto alla disintossicazione dal subutex, che mi ha praticamente bloccato in casa per molto piu’ tempo del previsto. Mi sentivo apatica, spossata, facevo la spola dal letto al divano e non uscivo quasi mai.
La svolta e’ stata una cerimonia con una pianta sacra, l’iboga, a cui ho deciso di partecipare a febbraio 2010. L’obiettivo era superare la dipendenza da quel farmaco, che per quanto ne prendessi quantita’ irrisorie, mi teneva comunque legata anche psicologicamente. (Traguardo raggiunto per alcuni mesi, ma da luglio sto sperimentando ricorrenti ricadute nell’uso di modiche quantita’ di sostanze a base oppiacea, anche perche’ mi sento sempre stanca, rigida, oltre che depressa.)

A dicembre 2009 ero stata ricoverata 10 giorni a Verona per quella che doveva essere una disintossicazione rapida, rivelatasi una presa in giro dato che per ristabilirmi ci ho messo mesi.
Poi ero stata in spagna una settimana a natale a trovare mio figlio poi tutto gennaio di nuovo chiusa in casa, migliorando lentamente.
Navigando in internet avevo trovato varie storie di persone che descrivevano le proprieta’ dell’iboga, che oltre ad essere un aiuto per chi vuole disintossicarsi senza dolore e’ soprattutto una radice con proprieta’ psicoattive, che permette viaggi interiori contattando con parti di se’ profonde, entita’ ancestrali, esperienze di morte e rinascita. Avevo contattato via mail un amico italiano di due sciamani inglesi, che mi dissero di apprestarsi ad una cerimonia spirituale in andalusia proprio a febbraio, in un week end di luna piena.
Beh, detto fatto... nel giro di pochi giorni mi sono unita al gruppo andaluso, last minute come sempre.
Non mi soffermo su cio’ che ho vissuto interiormente e su come si e’ svolto il week end, non ho avuto visioni ne’ mi sono arrivati messaggi da spiriti guida o dal mio se’ superiore, ma questo un po’ era in preventivo, dato che so che gli spioni usano tecnologie in grado di modificare le mie onde celebrali, anche se spero solo fino ad un certo punto.
Non so esattamente come possano farlo, ma ho sperimentato personalmente che riescono a azzerare gli effetti fisici e neurologici di alcune droghe, soprattutto la cocaina.
Ho partecipato ugualmente... correndo il rischio che con me l’iboga non funzionasse o mi facesse stare male o mi provocasse effetti collaterali imprevedibili, ma correndo anche il rischio che mi mettessero i bastoni fra le ruote durante il viaggio e non mi facessero arrivare sul posto... o che mi boicottassero in altri modi a sorpresa, ma tant’e’... come diceva la grande raffaella carra’ “meglio un capitombolo che non provarci mai”! (“chissa’ se va” si chiamava ed era la sigla di canzonissima).

Comunque da quel momento gli eventi si sono sbloccati, ho cominciato a stare benino e nel giro di pochi giorni ho anche trovato l’appartamento da comprare per mio figlio, che cercavo in maniera inconcludente da un anno.
Non so se sia stata una scelta azzeccata o no, a me quella citta’ non piace per niente e un po’ tutta la spagna mi ha stufato, ma il prezzo del piso era abbordabile ed essendo situato in centro ho pensato che lo potrebbe facilmente rivendere in un ipotetico futuro... certo c’erano lavori da fare, terzo piano senza ascensore eccetera... ma insomna ormai e’ andata.
Avendo risolto all’improvviso quella spinosa questione, che si trascinava insieme a me, rendendomi prevedibile e facendomi ripetere sempre gli stessi comportamenti e pensieri, in maniera inaspettata quasi con un colpo di testa, ho pensato bene di farne un altro, gia’che c’ero!
Tornata in italia, dopo appena una settimana mi sono aggregata ad un gruppo in partenza per il khumba mela, ho fatto il visto per l’India e sono partita!
Il Viaggio con la v maiuscola, il viaggio mistico di ricerca per eccellenza, madre India... dall’eta’ di 15 anni pensavo che sarei andata in India e non l’avevo mai fatto, forse per paura forse per snobismo... era diventato quasi un mito, il grande viaggio... ma non sto qui a fare il resoconto delle mie esperienze indiane, sarebbe troppo lunga la storia!
Per due settimane ho condiviso il viaggio con queste persone, poi loro sono rientrati ed io sono rimasta ancora due mesi per conto mio a vagabondare tra Delhi, Goa, Kolkata, Dharamsala... Sono tornata in italia il primo giugno del 2010, alla scadenza del visto trimestrale.
Quindi ho passato l’estate a casa in totale pigrizia e relax, godendomi le ritrovate comodita’ occidentali, la tv, il water, le strade pulite, la poca gente in giro rispetto alle masse di varia umanita’ orientale, senza aver trovato risposte alle mie domande o indicazioni sui prossimi passi da percorrere in questo mio cammino.
Ultimamente la ricerca prosegue in modo molto stentato e frammentario con alcuni timidi sprint che pero’ esauriscono in breve tempo la loro spinta energetica, se mi sto evolvendo o sto regredendo sinceramente non lo so. Sono preda di battaglie interne fra opposte tendenze e necessita’.

Mi rendo conto che questo mio percorso apparentemente contradditorio, senza direzione, in realta’ ne ha una anche se per la maggior parte inconscia, direzione che io stessa non riesco ad interpretare nei suoi messaggi e segnali in codice, direi che ci sono parti di me che provano a comunicare all’esterno ma parlano linguaggi diversi.
Sicuramente il percorso e’ anche condizionato da forze esterne, dagli spioni che con le loro incursioni mi provocano reazioni di diverso tipo, da eventi che mi sono attirata per poter andare oltre Matrix, oltre la realta’ finta degli umani inconsapevoli o senz’anima sottomessi da entita’ invisibili.
Sono stanca della mia vita di cavia umana e sono pronta per sapere la verita’, qualsiasi essa sia.
Una delle ipotesi che ogni tanto si fa strada nella mia mente e’ quella del suicidio consapevole, cioe’ di porre fine alla mia vita per non continuare a servire fini malvagi, businness che vanno a scapito di popoli e animali, corporations che finanziano guerre ed epidemie per arricchirsi, creatori di male che genera altro male che innesca altro male in un labirinto senza fine.
Non voglio essere parte di questo, e se non avro’ altre alternative da percorrere questa ipotesi mi sembra da tenere in considerazione. In casi eccezionali il suicidio e’ permesso anche nelle scuole esoteriche di matrice cristiana, e l’anima non va incontro alle conseguenze karmiche che si dovrebbe aspettare in circostanze piu’ comuni.
Prima cerchero’ di raggiungere qualche brandello di verita’ con mezzi meno drastici... mi sto avvicinando all’ipnosi con un terapeuta di provata esperienza e bravura, sto affrontando le mie ferite fisiche ed emotive con sessioni di pranoterapia, ho fatto qualche tentativo di viaggio astrale, ancora non riuscito, un corso di introduzione al buddismo tibetano, di cui ho letto alcuni testi molto interessanti su morte e reincarnazione.... insomma cerco la verita’ dentro, potrei cercare le prove anche all’esterno, i gps nascosti in auto, le microspie nascoste in casa, i telefoni taroccati, ma cosa risolverebbe? Su questi oggetti non c’e’ il marchio di fabbrica del mandante... il mistero rimarrebbe... e mi attirerei le vendette della manovalanza criminale che si guadagna da vivere sabotando pedinando imbrogliando spiando intrallazzando...
ecc ecc ecc ecc

venerdì 27 agosto 2010

untori organizzati

E’successo ancora.
Questo e’ il resoconto dell’ennesima intrusione.
squadracce organizzate di nuovo al lavoro di “lucidatura” del mio appartamento e automobile.
Gli untori hanno infettato ogni cosa che si tocca o su cui si cammina.
E’ stata una minuziosa aspersione di sostanze liquide semioleose incolori e inodori, tipo la coppale che si da sul legno.
L’hanno passata su ogni mobile, suppellettile, su oggetti anche minuscoli, che stanno magari dentro scatolette o contenitori a loro volta dentro cassetti o ante di cucina.
Si sono anche dedicati alla lucidatura di tutta la superficie dei pavimenti, compreso sotto i tappeti, lungo i battiscopa, sotto i mobili. Un lavoro completo.

Hanno svuotato mensole, cassetti, ripiani, scatole, ne hanno cosparso con questa sostanza gli oggetti, libri, scarpe, chiavi, ninnoli, borse, cinture, confezioni di detersivi, medicinali, creme, deodoranti... eccetera.
Una pazienza certosina, un ottimo lavoro di un team professionale.
Gli untori hanno metodicamente spostato il mobilio e svuotato il contenuto che vi era dentro, lucidato e rimesso ogni cosa al suo posto.

E’ successo la notte di sabato 22 agosto 2010 e la domenica seguente quando io e mio figlio eravamo lontano da casa, lui in abruzzo e io in toscana, quindi gli intrusi hanno avuto tutto il tempo di eseguire il loro lavoro in maniera minuziosa, senza tralasciare niente.
Hanno prontamente approfittato della nostra assenza, e questo dimostra che erano al corrente non solo dei miei piani per il week end ma anche di quelli di mio figlio, che non conoscevo nemmeno io e che ha deciso di assentarsi solo il giorno prima .


Avevano gia’ iniziato la loro opera di unzione alcuni giorni prima, mi sembra il martedi’, limitandosi a lucidare il pavimento di casa, probabilmente perche’ non avevano abbastanza tempo.
Io sarei dovuta partire il giorno dopo, mercoledi’, per visitare con una amica la valle degli elfi, e ho pensato che lo avessero lucidato per questo, per appiccicarmi una sostanza tracciante ai piedi e alle scarpe, visto che in quella zona di montagna non prendono i cellulari, ci sono fitti boschi, elfi e montanari vaganti sul territorio nonche’ qualche camminatore di passaggio, quindi lo spionaggio e il pedinamento si fanno piu’ complicati, anche per paramilitari attrezzati e mimetizzati.

Poi ho rimandato la partenza a venerdi 21, e la notte dopo, a casa vuota, gli spioni hanno avuto l’occasione d’oro per lucidare tutto, come gia’ successo il 28 giugno 2008 ed altre volte.
Data la mole di lavoro ci saranno volute almeno 4 persone, 2 per il salone e 2 per la camera da letto, forse le stesse delle volte precedenti, ormai affiatate e con esperienza pluriennale.

Abitando in un condominio dove si sono una ventina di appartamenti e un notevole viavai a tutte le ore, dove pero’ le persone che si incontrano sono quasi sempre le stesse, hanno sicuramente attuato strategie per non farsi notare, per essere avvisati in caso di pericolo, ma anche se, nonostante le precauzioni, sono visti per le scale o vicino alla mia porta, per non destare sospetti.
Fra gli intrusi c’e’ sicuramente qualcuno che abita nel palazzo o che lo frequenta abitualmente.
Alcuni di loro sono dei vicini di casa, perche’ intervengono nel giro di 5 minuti, e probabilmente hanno finestre che danno sulle mie, come nei precedenti posti dove ho abitato.


Io sono tornata a casa lunedi’ 23, mi sono cambiata e sono uscita a piedi per una mezzora, portandomi solo il marsupio. Al mio ritorno ho trovato la borsa superlucidata, come mi aspettavo. Chi e’ entrato in casa, in pieno giorno e con i vicini che vanno e vengono, era gia’ sul posto da prima e ha aiuti all’interno.
Domenica sera ero stata alle terme naturali con due amici e avevamo deciso di passare li’ la notte. Eravamo tutti a mollo nelle sulfuree acque calde mentre gli untori si ocupavano di lucidare gli interni della mia auto e le mie cose, lo zainetto e tutto cio’ che vi era dentro, borsine di plastica, scarpe, tenda e sacco a pelo.
Hanno avuto cura di evitare gli altri zaini e tutte le cose che non erano mie, dando ancora una volta prova di spiarmi in ogni momento e in ogni situazione. Avevano sicuramente dei complici li alle terme che ci tenevano d’occhio e che li avvisavano in caso uno di noi tornasse alla macchina, cosa che e’ successa dato che l’ho trovata aperta e con un finestrino giu’, mentre la mia amica, che era uscita per ultima, aveva chiuso tutto.
Strano che l’abbiano fatto proprio in quel momento, avrebbero avuto molte altre occasioni con meno rischi e con piu’ tempo a disposizione, mentre eravamo in montagna dagli elfi ad esempio. Forse hanno voluto farlo quando avevo altri in macchina per farmi apparire paranoica e fuori di testa ai loro occhi, mossa che fa parte della strategia di eliminare ogni possibile amicizia, come fanno sempre.

Evidentemente questo lavoro di aspersione sostanze sulle mie cose e’ estremamente importante per loro ed era necessario farlo in questo periodo. Pare lo facciano ciclicamente, ad intervalli di tempo regolari, in tutte le case dove abito nonche’ su tutte le automobili su cui mi sposto.

Sicuramente io mi accorgo solo di una parte di cio’ che fanno gli untori, perche’ la “lucidatura” e’ evidente al tocco e alla vista, ma se attaccano sostanze di altro tipo su vestiti e tessuti o inseriscono dispositivi nascosti in altre cose, non posso saperlo in modo cosi’ immediato.
A questo proposito ho notato che hanno in qualche modo modificato la nuova tv lcd che ho comprato da circa un mese, perche’ l’accensione e il cambio da un canale ad un altro risulta rallentato rispetto ai primi tempi di utilizzo.
Poi hanno di nuovo smontato e rimontato anche il monitor del mio vecchio pc fisso, e me ne sono accorta perche’ il tasto di accensione/spegnimento ora resta sempre abbassato, ma di tante altre manomissioni o sostituzioni di oggetti sicuramente non mi accorgo.
ecco una foto del tavolo prima dell'intrusione, poi una foto del tavolo dopo la "lucdatura"



Mi chiedo quale sia la natura di questa sostanza x, e lo scopo di tutto cio’.
Sara’ tossica o innoqua quando toccata o ingerita o inalata?
Hanno cosparso o sprayato anche le confezioni di generi alimentari, dai cartoni di pasta barilla alle buste di biscotti, manici e superfici di pentole, padelle e oggetti di cucina...
La sostanza x potrebbe essere composta da una parte fissante, tipo la banale coppale ma piu’ diluita, che si asciuga rapidamente aderendo alle superfici trattate, e di una parte piu’ importante, quella che serve ai loro scopi di spionaggio.

La sostanza x viene probabilmente miscelata di volta in volta, dato che ogni volta aveva una consistenza diversa.
Fino all’anno scorso era piu’ viscida e oleosa, rimaneva bagnata piu’ a lungo e lasciava le mani piu’appiccicose.
Usata sugli interni dell’auto e’ simile al lucido per i cruscotti, sui pavimenti di ceramica e’ simile alla cera.
Forse quella che spargevano prima era piu’ forte e a lunga durata, ma hanno iniziato a diluirla perche’ io me ne accorgevo troppo e usavo sempre i guanti per toccare qualsiasi cosa. Infatti sono passati a una miscela che si nota meno al tocco, essendo meno concentrata, ma e’anche meno efficace, per cui la ripassano piu’ e piu’ volte.

Tante volte ho avuto l’impressione ualcuno fosse entrato in macchina o in casa, ma toccando il volante ed altre cose ero perplessa, avevo il sospetto ma non la certezza che fossero state passate in modo leggero con qualcosa.
stavolta noto che gia’ dopo pochi giorni non rimane apparentemente nessuna traccia della loro lucidatura su molti oggetti, specie su quelli di legno e di cartone, che l’hanno parzialmente assorbita mentre il resto si e’ asciugato.

Se non fossi tornata lunedi’, cioe’ il giorno dopo del loro lavoretto di unzione, ma fossi tornata un paio di giorni dopo, non me ne sarei accorta.
Solo sugli oggetti di plastica o di metallo, con superfici compatte e non porose, la lucidatura si nota ancora un pochino, alla vista e al tatto.
Sul tavolo in cucina, che e’ di legno naturale chiaro non trattato, si vede un leggero inscurimento del colore ma gia’ non e’ piu’ scivoloso al tatto

Che tecniche e mezzi usano per “lavorare”? su alcune superfici passeranno spugne o stracci imbevuti, su altri oggetti potrebbero aver passato uno spray, visto che certe parti non sembrano state toccate mentre su altre e’ rimasto lo sporco, macchie o polvere, e in questo modo potrebbero aver sprayato anche le tende e i tappeti.
Solo cosi’ si spiega che il pavimento sembri lucidato e viscido ma abbia ancora certe macchie, briciole e sporcizia che c’erano prima.
avendo cosparso oggetti molto in alto hanno usato sicuramente una scala.

Mi viene in mente che potrebbero aver cosparso anche il soffitto o gli incroci fra le pareti, come si fa per tracciare un perimetro, e questo mi rimanda ad uno dei possibili scopi di queste operazioni di lucidatura.
Potrebbe trattarsi di una sostanza che fa “vedere”, illuminata nel modo opportuno, gli esatti contorni e dimensioni di un ambiente e di tutto cio’ che contiene. Questo potrebbe servire per le incursioni di un operatore a distanza che opera tramite la realta’ virtuale o la visione remota o una combinazione di tecniche e tecnologie che non sono nemmeno in grado di immaginare.

Visto che i pavimenti sembrano uno specchio e che le pareti riflettono le luci e le immagini in modo abnorme, potrebbero agevolare la trasmissione di onde elettromagnetiche, di che tipo e per far cosa non lo so.
Mi viene in mente il dispositivo di spionaggio che permette di vedere attraverso i muri, o quello che usa la termografia tracciando il calore corporeo, ma questi non hanno bisogno di sostanze di contrasto per funzionare.

A proposito, questa sostanza x, se toccata da una persona, assorbita dalla pelle o circolante nel sangue o nel sudore, potrebbe funzionare da mezzo di contrasto per rivelare le informazioni che a loro servono, non solo luogo e posizione in cui si trova fisicamente, ma chissa’ cos’altro.

Potrebbe essere un mezzo di trasporto o di collegamento per veicolare qualcosa o per interagire con altri dispositivi.
E’ tutto talmente fantascentifico che non riesco nemmeno ad immaginarlo. Forse non ho visto abbastanza film.

So che il mio corpo, specie il petto, al buio emette una specie di radiazione, e che dopo gli episodi di lucidatura questa e’ piu’ intensa.
Potrebbe essere solo il calore corporeo riflesso tramite questa sostanza, ma non credo sia solo questo, perche’ spesso nel buio invece della brace di una sigaretta o invece di una fiammella se ne vedono due, per un attimo, riflesse nel nulla dell’aria, anche a distanza dal corpo o da qualsiasi altra cosa nella stanza.

Insomma mi vengono in mente ologrammi, realta’ virtuale, presenze invisibili, anche se dal 2004 non ho piu’ fatto esperienze traumatizzanti di quel genere, create per spaventarmi, ma sul motivo per cui si prendono tanta briga non riesco proprio a trovarlo e collegarlo.

Una cosa e ‘certa ed e’ che per gli scienziati pazzi dietro a questi avvenimenti e’ di primaria importanza che io entri spesso in contatto con la sostanza x.
Sanno che ogni volta posso avere reazioni di vario tipo, ma l’unzione a quanto pare e’ prioritaria rispetto ai miei goffi tentativi di fuga dalla gabbia in cui mi tengono.
Ancora non so dire se e’ un qualcosa di periodico, ciclico, o se e’ qualcosa che viene fatto ogni volta che se ne presenta l’occasione.
Forse una combinazione di entrambe le cose, dettata dai profiler al lavoro su di me.

Non credo che i manovali del crimine, gli untori che effettuano in prima persona queste operazioni siano al corrente del tutto di cio’ che stanno facendo e delle varie implicazioni delle sostanze che usano, credo che anche se li prendessi in flagrante potrebbero solo confessare il loro uso piu’ elementare.

Chissa’ se si fanno mai domande.
Chissa’ se gli viene mai voglia di mollare questo gioco infame e rendere pubblico cio’ che sanno del complotto, magari prima di andare a nascondersi su un’isola tropicale.
Chissa’ se gli sto simpatica o se sono pronti a farmi fuori in 5 minuti senza nessun problema, se gli viene ordinato.
non avevo scritto piu' nulla sperando in un contatto. ma nessuno si e' fatto vivo, e io da sola non ho trovato nessuna risposta. continuano con le solite tecniche di spionaggio mantenendosi vicinissimi ma senza mai sfiorarmi.

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